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Alghero, la piccola Barcelona di Sardegna, è una città di circa 40000 abitanti che si affaccia su un golfo ricco di spiagge, insenature e spettacolari formazioni rocciose, nella costa nord-occidentale dell’isola.
Fondata dai Genovesi nel secolo XI, la storia della città è fortemente segnata dai quasi quattro secoli di dominazione Catalana e Spagnola, che le diede un’impronta tutt’ora ben presente nell’architettura della vecchia città fortificata, ma anche nelle tradizioni e nella lingua, una delle sei varianti riconosciute del Catalano, parlata attualmente da circa il 40% della popolazione locale.
Il centro storico di L’Alguer (il nome catalano della città), con la sua pianta medievale fatta di strette vie irregolari, è un grande museo all’aperto da esplorare in ogni suo angolo, fra i negozi di artigianato artistico e i ristoranti tipici, impreziosito da monumenti di eccezionale valore artistico: dai signorili palazzi della Piazza Civica, alla Cattedrale di Santa Maria e le altre chiese, tra cui spicca lo splendido complesso romanico-gotico di San Francesco. La città vecchia ancora oggi è racchiusa dalle sei grandi torri catalane e dagli imponenti bastioni, che per secoli l’hanno difesa dalle insidie provenienti dal mare ed ora costituiscono un’enorme terrazza panoramica che domina il golfo e il maestoso profilo di Capo Caccia.
L’enogastronomia di Alghero è espressione della variegata storia di dominazioni e di integrazione che ha conosciuto nel tempo il territorio, in cui i gusti raffinati della cucina di mare si fondono con quelli della tradizione agro-pastorale della Sardegna e si accompagnano ad un’eccellente produzione di vini e di olio garantita dagli sterminati vigneti ed i fitti oliveti che circondano la città.
Allontanandosi di qualche chilometro dall’Alghero catalana e dai moderni quartieri balneari, nel territorio sono evidenti i segni di un antropizzazione che ha le sue origini nella preistoria, con la Necropoli di Anghelu Ruju del terzo millennio a.C., il più vasto cimitero preistorico della Sardegna, e con il villaggio nuragico di Palmavera, una delle rare manifestazioni costiere della civiltà nuragica sarda. La presenza romana è testimoniata, invece, dai resti della villa di sant’Imberia e dai tredici archi del Ponte Romano sullo stagno del Calik, presso Fertilia.
Dal punto di vista naturalistico, il territorio di Alghero è, se possibile, ancora più ricco e interessante. A partire dalle pareti rocciose di Capo Caccia, che permette di godere di uno dei panorami più famosi e più emozionanti al mondo, e che cela l’ingresso delle Grotte di Nettuno, una meraviglia geologica che lascia un ricordo indelebile in chiunque abbia avuto l'opportunità di visitarla. Lungo i 24 km di strada panoramica che separano Alghero da Capo Caccia si ammirano da un lato le verdi colline di macchia mediterranea del Parco Naturale regionale di Porto Conte popolate da daini, cavalli e asinelli, mufloni, cinghiali e dai mitici avvoltoi grifoni, dall’altro le insenature e le spiagge dall’acqua verde smeraldo ed i fondali ricchi di posidonia e di coralli dell’Area Marina Protetta.
La costa di Alghero offre ai visitatori la possibilità di godere di alcune delle spiagge più belle e rinomate della Sardegna, come quelle di Maria Pia e delle Bombarde, ma è il suo insieme, fatto di un’enorme specchio di acque trasparenti e di un susseguirsi di litorali di sabbia bianchissima, interrotti da rocce e da piccole cale nascoste, di falesie e di grotte, a fare della “Riviera del Corallo” una delle regioni costiere più affascinanti ed incantevoli del Mediterraneo.
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